lunedì 29 dicembre 2025

Siamo tornate al punto di partenza?

Negli anni 70 noi adolescenti di un piccolo paese siciliano, dove il dialetto la faceva da padrone ed il livello intellettivo generale non eccelleva, cercavamo disperatamente di emanciparci prendendo a modello le ragazzette agiate, figlie di professionisti di città che venivano a trascorrere la villeggiatura estiva nel nostro paesino di pescatori.
Noi ragazze ci sfirzavamo di ricorrere ad un'espressività linguistica più ricercata, e anche l'immagine cominciava ad avere la sua importanza ed unitamente alle nostre mamme, un tempo più naif, iniziavano ad utilizzare cosmetici e make up che ordinavamo visionandoli in piccolo catalogo cartaceo e che poi la 
" presentatrice Avon" ci recapitava.
La moda da seguire era dettata dalla TV, ai tempi ancora in bianco e nero, attraverso sfilate e trasmissioni pomeridiane, perché quelle serali erano solo varietà, dibattiti politici, quiz televisivi, teleromanzi sempre ambientati in epoche precedenti e qualche film.
Ricordo che noi ragazzette procedevamo a periodi, quell'inverno andavano di moda i colori viola e prugna e quindi tutti abbigliati con quei colori, tutto il resto del nostro guardaroba, rimaneva inutilizzato per l'intera stagione.
L'estate successiva la moda suggeriva gonne e pantaloni a vita alta e tutti i giovani, a prescindere dal genere vestivano a vita alta e cosi per gli anni che si susseguivano.
Pian piano però le cose cambiarono e noi ragazzi crescendo acquisemmo con gli anni la nostra identità e la libertà  di poter vestire seguendo il nostro personale gusto e stile.
Personalmente ho vissuto ciò come una grande conquista, in quanto gemella omozigote da piccola obbligata a vestire come mia sorella. Che poi da adulte ci fossimo ritrovate in diverse occasioni a vederci o incontrarci,  abbigliate in modo identico all'insaputa l'una dall'altra,  questa è  un'altra storia che magari qualche volta vi racconterò. 
Per la mia generazione è stato liberatorio vestirsi e uscire di casa seguendo il nostro gusto e le personali disponibilità economiche, come dovrebbe essere per ogni individuo.
Ora che mi ritrovo ad essere plurinonna, oltre che plurimamma, mi ritrovo a guardare le ragazzine che si affacciano alla vita e le vedo tutte uguali.
Tutte, e dico proprio tutte, capelli lunghi e lisci, riga centrale modello Mortisia Addams, pantaloncini inguinali, top corto, labbrone ridisegnate con tinta per labbra color mattone. Bellissime ragazzine se solo togliesse un po' di quel rossetto scuro e di quell'eyeliner.
Ora, per carità,  non vorrei destar le ire di qualche mamma che si potrebbe sentire lesa, ma abbiamo tanto sofferto e lottato inutilmente per tornare tutte omologate e uguali come soldatini?
E niente... siamo tornate al punto di partenza.
 

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